
È trascorso fin troppo velocemente il seminario con il dott. Francesco Deodato del 30 e 31 maggio 2026.
Solo “Francesco”, ormai, per le allieve e gli allievi presenti e passati della Scuola Professionale di Shiatsu di Omegna, condotta dalla maestra Luigina Fortis, che non sono voluti mancare a questo evento.
Si, perché nonostante il suo curriculum, non sale su un piedistallo a infondere verità, ma siede in mezzo a noi a condivere ciò che faticosamente ha costruito e raccolto nella sua lunga carriera.
“Francesco è una fonte esagerata di informazioni: starei ad ascoltarlo per giorni.”
“sono entrata in risonanza con tutto ciò che è emerso e in qualche modo l’ho sentito mio. Il lavoro con Francesco ha aperto nuove porte e nuove possibilità. tutto molto molto interessante ed istruttivo ma come tutte le cose anche queste nuove conoscenze richiedono studio e pratica.”
“sicuramente un seminario altamente istruttivo”.
Sono i commenti di alcuni partecipanti.

È proprio così: ascoltare Francesco è un po’ come prendere un’enciclopedia in mano e scorrerne le pagine. Dopo aver letto le prime, ti rendi conto che ne hai sfogliate pochissime e che hai in mano solo il primo di cento volumi. E ti chiedi: “Ma come si può contenere tutta quella conoscenza?”.
Nelle sue parole rifulge la passione che ha per i meccanismi e le teorie elaborate in Cina nel corso dei millenni.
Il suo approccio è diverso: caloroso, accogliente, stimolante, pragmatico.
Ci prende per mano e ci guida, come Virgilio fece con Dante, tra i gironi delle principali teorie della medicina cinese tradizionale e classica.
La sua guida fa sentire l’operatore non più come avvolto da un inferno inestricabile di nozioni, ma come uno spettatore consapevole di quanto l’animo umano possa essere toccato in profondità e come possa evolvere dalle sue fatiche, una volta raggiunta la dovuta comprensione.
Tutto è volto a rendere non solo gli operatori shiatsu, ma anche tutti gli operatori olistici, più attenti nell’entrare in connessione con le emozioni, proprie e altrui, e diventare essi stessi una luce che possa infondere speranza e fame di cambiamento.
Le sue parole, che possono titolare il seminario,
“La filosofia deve sempre accompagnare la medicina” fanno allontanare da quella superficialità schiavizzante che opprime il sincero voler essere d’aiuto.
Quando una persona si rivolge a un terapeuta, questi non può limitarsi a rigorosi protocolli razionali, ma deve imparare a “trattare col cuore”. Con la parte più pura di sé stessi, volta ad accogliere non tanto i sintomi, quanto le sofferenze, le perdite, le ferite, che una persona porta con sé e mostra solo a chi le sa guardare senza giudizio, e con la benevolenza di chi è disposto a porgere una mano ferma e invita a volersi rialzare dopo una brutta caduta.
“Non vi chiedo di seguire il mio metodo pedissequamente” afferma stigmatizzando i protocolli troppo rigidi, “ma di acquisire la chiarezza necessaria a costruire il vostro!”
L’esposizione è chiara e coerente. Non semplice: perché la cultura medica cinese tradizionale e classica è talmente vasta che ogni concetto ne porta altri da esplorare come in un grande albero della conoscenza con infinite ramificazioni e frutti.
Ma le sue parole sono esposte con seducente saggezza: una volta a casa vien subito voglia di aprire volumi e testi antichi per esplorarne i riferimenti. Per saperne di più.
Il tempo scorre veloce, scandito da dubbi e domande cui Francesco risponde con pazienza e l’amorevolezza di un genitore che prende nelle sue mani sicure il bambino per accompagnarlo ad esplorare il mondo.

C’è il tempo anche per un po’ di pratica: dopo aver esposto le differenze tra costituzione e temperamento, dopo aver raccontato la poesia del movimento dell’energia nei meridiani principali, dopo aver affrontato gli elementi essenziali della valutazione della lingua (glossoscopia) ormai quasi dimenticata nella medicina occidentale, e di quella della mano (chirologia) giochiamo a riconoscere alcuni degli schemi appresi in due allieve volontarie. Qualche lacrima scorre nella connessione tra quegli schemi e le proprie fatiche. Ma fa piacere pensare che asciugar quelle lacrime abbia portato via un po’ di sofferenza e il loro animo abbia lasciato la Scuola di Shiatsu con una rinnovata leggerezza e una nuova luce negli occhi: che rifletta uno Shen più vitale.
Ci salutiamo con rinnovato entusiasmo, non dimentichi di quanto bene lo shiatsu ci abbia fatto e ci abbia permesso di fare agli altri.
E anche forti delle conferme ricevute grazie alle nuove conoscenze acquisite.
Il dott. Deodato, anzi…, Francesco, non può rimettersi in viaggio per la sua Grosseto senza la promessa di ritornare l’anno prossimo a condividere ancora un po’ della sua vasta conoscenza.
Ci sentiamo come bambini affamati in cerca dei nuovi sapori di un cibo delizioso appena scoperto.
Un caro ringraziamento a Luigina Fortis che ha ospitato l’evento nella sua Scuola di Shiatsu con la consueta amorevole attenzione e a tutte le allieve e allievi che hanno partecipato con curiosità ed entusiasmo arrichendo il seminario con le proprie esperienze.

